In principio fu il tortellino. Fu proprio questo scrigno di bontà e tra i prodotti simbolo dell’italianità gastronomica a spingere, un quarto di secolo fa, un produttore di pasta fresca e una società di gas industriali a sperimentare per la prima volta in Italia il confezionamento in atmosfera modificata in ambito alimentare, attraverso l’uso di gas inerti capaci di prolungare la durata del prodotto. Fino a 25 anni fa, il produttore di pasta fresca ripiena doveva impegnarsi in una corsa contro il tempo per far arrivare sui banchi di negozi e supermercati un prodotto molto deperibile, che poteva conservarsi al massimo per cinque giorni. L’ossigeno e i microrganismi contenuti nell’aria a cui il prodotto era inevitabilmente esposto ne provocavano velocemente la degradazione e la perdita delle caratteristiche organolettiche, limitandone notevolmente la possibilità di distribuzione. Perché allora non sfruttare le proprietà dei gas per prolungare la durata del prodotto e consentirne una distribuzione su più vasta scala? >Per favore fai il Login o

