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La sfoglia d’oro

La redazione

Sfoglia d'oro | Rivista sulla pasta Pastaria 18.jpgLa cittadina, sulle orme dell’antica rocca fortificata, scende a gradinate verso un golfo  dall’incredibile colore che sfuma tra il viola e lo smeraldo. Dovette essere facile approdo  per i commerci fenici e greci, che qui stabilirono un importante emporio per i loro traffici. I musulmani, in seguito, la chiamarono Al Madarig, castello sul mare, oggi è Castellammare del Golfo, ad un tiro di schioppo da Trapani e dall’antica Segesta che qui aveva il suo porto commerciale. Oggi, turisti di tutto il mondo affollano la sera i suoi ristoranti lungo il mare dove non mancano mai nei menù le particolari paste della tradizione, qui confezionate con una straordinaria qualità di grano duro dal colore dorato: soprattutto la busiata, una sorta di corto fusillo arricciolato, le cortecce, trascinate sulla spianatoia con quattro dita, e i maccheroni che ancora le donne ottengono arrotolando un piccolo gnocchetto di impasto attorno ad un sottile stelo di una paglia particolare che si raccoglie nella campagna all’intorno.

Qui, risalendo vicoli stretti e stradine ombreggiate siamo arrivati al negozio e laboratorio de La sfoglia d’oro. Intorno ci accoglie un profumo quasi dimenticato di grano appena macinato e i titolari Giuseppe Buffa e la moglie Carmela ce lo mostrano con orgoglio nei sacchi aperti pronti per essere affidati alle macchine della Pama Parsi Macchine che arredano il laboratorio. Per favore fai il Login o
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